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18 Maggio 2019 Aurora0

San Casciano dei Bagni  si trova in una zona ove l’uomo vi si stabilì sin dai primordi, come testimoniano resti risalenti a circa 50.000 anni fa che si possono ancora oggi osservare a Belverde sul Monte Cetona.

Gli Etruschi, della allora potente città di Chiusi (Clusum), furono i primi a sfruttare le acque termali della zona . In seguito anche i romani   usufruirono dei benefici effetti, specialmente illustri personaggi come Triaria  moglie dell’imperatore Vitellio.

Durante la dominazione longobarda San Casciano fa parte del territorio della città di Chiusi, a ridosso dei confini coi possedimenti di Orvieto. La pieve di Santa Maria “de Balneo” (l’attuale chiesina delle Terme) è indicata come una delle pievi paleocristiane della diocesi di Chiusi (IV-V sec.). Le prime notizie scritte risalgono al 995, anno in cui Ugo, marchese di Toscana, fa dono della “curtis de Balneo”all’Abbazia di San Salvatore, sul Monte Amiata. E nel 1081 per la prima volta appare il nome di “San Cassiano”in una querela che i monaci dell’Abbazia espongono all’imperatore Enrico IV contro la famiglia degli Aldobrandeschi.

Dal 1150al 1400, San Casciano fa parte dei possedimenti dei Visconti di Campiglia di Orcia, e si trova coinvolto nella guerra scoppiata fra Siena e Orvieto per la supremazia del territorio (1230-1235).

Dal 1386 la storia di San Casciano dei Bagni si lega indissolubilmente a quella di Siena.

Dopo la sottomissione alla repubblica senese sotto forma di formale capitolazione, il 15 giugno 1412 San Casciano e Siena stipulano una accomandigia (convenzione) che prevede: l’accoglimento di un presidio militare senese, l’ubbidienza ad un giudice cittadino, l’offerta di un palio del valore di 12 fiorini d’oro per la festa di Santa Maria in agosto  in cambio della protezione da parte della città di Siena. Nel 1455 Jacopo Piccinino tenta di attaccare il territorio di San Casciano, ma è respinto da una strenua difesa, mentre nel 1495 il capitano di ventura Vitellozzo Vitelli, riesce ad espugnare il paese operando un brutale saccheggio.

Intorno al 1550 nasce a San Casciano la Venerabile Arciconfraterniata del S.S. Sacramento (tutt’oggi esistente). San Casciano è sempre in difesa di Siena anche quando, nel 1555 le truppe ispano-medicee occupano la città, ma è costretta a capitolare quando nel 1559 anche l’ultima roccaforte senese cadde  nelle mani dei fiorentini e così entra a far parte del Granducato di Toscana sotto Cosimo I dei medici. Nel nuovo stato diventa stazione di confine con lo stato pontificio –l’attuale caserma dei carabineri rappresentava la Dogana-.

Il granduca Ferdinando I  nel 1607 fa erigere nel luogo in cui affiora la sorgente della Ficoncella, il porticato che diverrà poi il simbolo delle nostre terme.

Nel 1859 San Casciano e il Granducato di Toscana entrano a far parte del Regno di Italia.


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18 Maggio 2019 Aurora0

Si tratta di un complesso di ben 43 sorgenti distinte in tre gruppi.

  • Il primo nasce immediatamente sotto il paese, in un limitatissimo spazio di circa 200 metri di cui fanno parte il Bagno Bossolo, la sorgente di Santa Lucia (particolarmente indicata per alcune malattie dell’occhio), le tre sorgenti del Monte Santo- il Sassone, la Caldagna, i Pantanacci- e il Bagno grande, la sorgente più grande di San Casciano che produce 70800 litri di acqua all’ora. Ad esse si aggiungono altre due sorgenti scaturite in tempi più recenti (1838 e1861) in seguito a dei terremoti.
  • Il secondo gruppo nasce a circa 800 metri dal paese e comprende le sorgenti più usate per scopi terapeutici. Esse sono la Doccia della Testa, le Docce nuove, S. Antonio 1 e 2, S. Maria 1 e 2, S. Giovanni, S. Giorgio 1 e 2, la Ficoncella (o Fegatella), il Bagno di Apollo e la Grotta.
  • Il terzo gruppo comprende sorgenti che scaturiscono nella zona a sud del paese tra i torrenti Maccaiolo e Grossano: la Piscina , le Bucaje, il Bagno e Loto e il Bagnolo o Bagno dei Fraticelli che era il più usato anticamente.

 

Tutte queste sorgenti (temperatura fra i 39° e i 43°) sviluppano una portata d’acqua complessiva (in 24 h) di 5.400.00000 litri e collocano San Casciano al terzo posto in Europa per quantità di acqua termale, dopo Aix-les-Bains (Francia 6.800.000 lt/24h) e Karlsbad (Germania 5.900.000 lt/24h).


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18 Maggio 2019 admin0

Ultimo fine settimana di maggio: Sagra dei Pici a Celle sul Rigo –

Prima metà di giugno: Sagra del Ciaffagnone e del tagliolino al tartufo a San Casciano –

Prima metà di giugno: Sagra degli gnocchi a Santa Maria –

Fine giugno: Sagra del Bico a Piazze –

Fine luglio: Festa del vino a Palazzone –

Ultima di Agosto: Sagra della cinta senese e del maiale brado a San Casciano –

Primi di novembre: Festa della castagna a Piancastagnaio –

 

 


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18 Maggio 2019 admin0

Nel nostro territorio la memoria storica si rinnova ogni anno con feste e competizioni varie.

Palio di San Casciano nella domenica più vicina al 13 agosto –

Giostra del Saracino a Sarteano il 15 agosto –

Palio dei Terzieri a Città della Pieve la domenica più vicina al 15 agosto –

Il Bravio delle botti nell’ultima domenica di Agosto a Montepulciano –


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8 Maggio 2019 admin0

Nella nostra zona si possono trovare gustosi piatti tradizionali, provenienti dalla cultura contadina, basati sull’uso di ingredienti semplici e genuini.
Abbiamo pensato così di suggerirvi alcune ricette facili da eseguire e vedrete che il risultato sarà davvero OTTIMO!!

“PANZANELLA”
Questo piatto estivo, è umile e nobile allo stesso tempo, grazie ai suoi ingredienti poveri, ma davvero buoni per il benessere del nostro organismo.
Ingredienti:
pane toscano raffermo, pomodori, foglie d’insalata, cetrioli, cipolla fresca, basilico, olio e.v.o. aceto, sale, pepe.
Preparazione:
Mettere il pane raffermo a bagno in acqua finchè non sarà ammorbidito, strizzarlo molto bene e ridurlo in briciole in una insalatiera. Aggiungere le verdure tagliate a pezzetti e condire con l’olio il sale l’aceto ed un pizzico di pepe. Mescolare a lungo, mettere la panzanella in frigorifero fino a che non sarà ben fredda e servire.

“PICI”

A Celle sul Rigo, ogni anno, l’ultima domenica di maggio, si tiene la tradizionale Sagra dei pici, in onore di questo primo piatto davvero delizioso.
Si tratta di grossi spaghetti tirati a mano uno per uno e quindi di forma irregolare. Anticamente venivano usati solo farina ed acqua per prepararli, ma per una buona riuscita serviva tanto lavoro e l’esperienza delle abili mani delle nostre nonne e bisnonne. Con l’aggiunta di un po’ di uovo però, il risultato è assicurato anche per noi!
Ingredienti:
2 uova, farina bianca, 4 ramaioli di acqua tiepida, sale, farina di granturco.
Preparazione:
Impastare le uova con l’acqua tiepida salata e la farina bianca. Lavorare la pasta aggiungendo farina fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso. Coprire e lasciar riposare per mezz’ora.
Tagliare un pezzetto di pasta e stenderla alta per ricavarne delle striscioline da allungare con le mani fino a formare tanti “spaghettoni” irregolari. Passarli in un vassoio dopo averli immersi nella farina di granturco per non farli attaccare tra di loro. Proseguire così fino all’esaurimento dell’impasto.
Cuocere in abbondante acqua salata per pochi minuti, mescolando di tanto in tanto, scolare e condire con ragù, oppure pecorino grattugiato e pepe, o con sugo all’aglione.

“SUGO ALL’AGLIONE”
Non c’è condimento migliore di questo per i “pici”, ma lo si può usare anche per spaghetti o pasta corta.
Ingredienti:
pomodori pelati a pezzetti, concentrato di pomodoro, aglio, olio e.v.o. sale, pepe, peperoncino piccante.

Preparazione:
far rosolare molti spicchi di aglio interi e il peperoncino in abbondante olio. Quando l’aglio sarà dorato aggiungere il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua, i pomodori pelati, sale e poco pepe. Lasciare bollire a lungo, a fuoco basso, fino a quando non si addensa e l’olio affiora in superficie.

“BUGLIONE”
Anche questo è un piatto antico per il quale si può usare carne di agnello, cinghiale, pollo o faraona, in base ai gusti personali.
Ingredienti: carne a pezzetti, conserva di pomodoro, rosmarino, aglio, peperoncino, olio e.v.o. qualche foglia di alloro, poco vino rosso.
Preparazione: far rosolare la carne nell’olio insieme a rosmarino, aglio alloro e peperoncino. Salare pepare e quando la carne è rosolata bagnare con il vino. Lasciare evaporare e poi aggiungere la conserva di pomodoro sciolta in un po’ d’acqua. Chiudere il tegame con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco basso mescolando di tanto in tanto fino a completare la cottura. Il sughetto dovrà essere molto ristretto.

“ZUCCHERINI”
La semplicità degli ingredienti e la mancanza di uova e grassi animali, fanno di questi biscotti un dolce molto leggero e digeribile. Sono ideali per accompagnare vino e vinsanto.
Ingredienti: 500g di farina, 150 g di zucchero, 1 bicchiere di olio (metà e.v.o. e metà semi di girasole), 1 bicchiere di vinsanto, 1/2 bustina di lievito, 1 bustina di vanillina.
Preparazione: mescolare tutti gli ingredienti e con l’impasto formare tanti biscotti cilindrici della lunghezza di un dito. Passare la parte superiore dei biscotti nello zucchero e disporli in una teglia foderata con carta forno.
Infornare a 160° per circa 30 minuti fino a che i biscotti non appariranno dorati.

BUON DIVERTIMENTO E BUON APPETITO!!